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Pesca dentro di te chi sei.
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Bisogna saper nuotare nella profondità dei propri abissi alla ricerca delle sensibilità nascoste, per poi risalire in superficie e raccontarlo, come fanno i pesci.

In movimento per scrivere

In movimento per scrivere
1 settembre 2014 stefano
In Feature, News

Appena mi sposto, prediligo piccoli spostamenti, mi accade di essere più attento. Scopro così alcune cose che a forza di concentrarmi ho perso. Mi sembra che la mia concentrazione sia una forma di costrizione. Il movimento me ne allontana e divento più attento. Mi accade quando mi muovo ma non guido. Anche un semplice giro in autobus mi connette con una sensibilità che trascuro. Avrei subito voglia di scrivere, ma spesso no ho un quaderno con me, e quindi rimango monco. A volte però non poter scrivere rende quel che penso più forte. Finito lo spostamento la magia si interrompe. La sospensione temporale si ferma e tutto sparisce. Per riuscire a riprendere alcuni pensieri ho provato a ripartire da dove mi ero fermato, ma non sempre funziona. Poi bisogna avere molto tempo. Allora mi sono deciso a registrare. Incido frasi caotiche sul telefono, poi a casa le risento e non ci capisco molto, anche perché l’audio è pessimo. Parlo piano per non farmi sentire. Già il mio atteggiamento è sospetto, se poi parlassi ad alta voce! Sta di fatto che poco di quel che incido ha un senso nella continuazione delle giornate.

Ultimamente viaggio molto per lavoro e sui treni che mi fanno attraversare l’Italia da nord a sud incontro tante persone che dedicano il loro viaggio a confezionare ricordi vocali, visivi e scritti per il loro rientro. Come se fossero preoccupati di non poterli più vivere. Ecco io sono sempre combattuto tra il vivere e dimenticarmi di quel che sto vivendo, quindi non fissarlo in alcun modo ed invece il memorizzarlo in una forma artistica.